Seminario Historia a Debate
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Curso 2007-2008 |
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[Resultado del seminario celebrado el pasado
5/6/08 con el profesor Greci de la Universidad de Parma, Italia]
Comienza el seminario con el profesor Roberto
Greci de la Universidad de Parma.
Buenas tardes a todos
Pregunta: Pienso que hoy ha una grande pregunta
por la historia y, principalmente, la historia hecha por bajo
que es la seguinte: pode se hablar de movimientos sociales
cambiantes en el medievo italiano? Y la postura de Antonio
Gramsci para la historiografia italiana hoy? Wellington de
Oliveira Profesor de Historia Centro Universitario de Belo
Horizonte/Brasil.
Respuesta: S¡. La crescita demografica ed
economica dei gruppi artigianali e mercantili tra XII e XIII
secolo nelle citta' dell'Italia centro-settentrionale ha
contribuito non solo agli sviluppi generali del fenomeno urbano,
ma abbia anche determinato sperimentazioni importanti sul piano
dei cambiamenti politici e istituzionali, perche' da quel
momento si sono realizzate forme nuove e allargate di
partecipazione alla vita pubblica e si sono avviati rapporti
ravvicinati (seppure difficili) tra questi ceti sociali nuovi e
i vecchi ceti aristocratici che avevano monopolizzato il potere
fino a quel momento. Tutto questo lo si puo' osservare
analizzando l'eta' podestarile e l'eta' popolare del comune
italiano. Pero' bisogna sempre ricordare che ogni citta', in
Italia, presenta cartteristiche particolari e tempi di sviluppo
diversi. Per questo, in Italia, ha ancora grande successo quella
che definiamo "storia delle citta'".
Pregunta:Qué aporta Internet y las nuevas
tecnologías a la historia medieval? Catalina Romeu (Licenciada
en Informática. Palma de Mallorca, España)
Respuesta: Rispondo, prima di tutto, alla domanda
precedente relativa alla importanza di Gramsci sulla
storiografia italiana. Dunque la medievistica italiana e' sempre
stata assai poco ideologica e non possiamo parlare di una
storiografia "comunista". Quindi Gramsci e' conosciuto dagli
storici, ma direi che nei suoi aspetti piu' teorizzanti non
incide tanto sugli sviluppi della ricerca medievistica. Vengo
alla nuova domanda: Indubbiamente internet e' uno strumento che
si rivela sempre piu' utile. Per ora e' usato soprattutto come
strumento che facilita la ricerca medievistica per la raccolta
di bibliografie e per il reperimento delle fonti; ma aumentano
anche i contributi scientifici pubblicati direttamente in rete e
questo significa una maggiore velocita' nella comunicazione
scientifica. Un buon peso, inoltre, sta avendo internet nella
divulgazione scientifica e nella didattica della storia
medievale, grazie alla nascita di siti scientificamente corretti
e pensati appositamente per questi scopi. Dunque io vedo con
favore questa tendenza, anche se mi rendo conto che l'ambiente
degli umanisti e' un po' lento nel cogliere tutti i vantaggi
insiti in questo mezzo.
Pregunta: Quisiera plantearle 3 cuestiones. 1) En
qué situación se encuentra la llamada historia de las
mentalidades (también llamada historia de las representaciones)
en Italia; 2) qué ha pasado con la microhistoria italiana? Por
qué se ha diluido?; 3) Cree vd. que los planteamientos de
Historia a Debate (historia mixta, nuevas fuentes, etc.) pueden
ser útiles a la historiografía medieval italiana? Israel
Sanmartín (Secretario Historia a Debate)
Respuesta: 1. Si e' sviluppata anche in Italia,
anche se resta presso di noi assai forte la tradizione
storiografica nata sulle radici della storiografia giuridica e
istituzionale. 2. Credo che il calo di interesse per la storia
del territorio (esplosa negli anni Settanta del XX secolo) abbia
indebolito questa nuova tendenza, che pure ha avuto in Italia
alcuni suoi fondatori. 3.Credo di si' perche' consente alla
nostra storiografia nazionale di dialogare (con indubbi
vantaggi) con le tendenze presenti nella storiografia europea e
(nel caso di HaD) non solo europea.
Pregunta:Cuales son los historadores italianos
más importantes para Vd.? María López (Universidad de Valencia)
Respuesta: La domanda e' imbarazzante. Dovrei
fare una lunga lista di nomi per ciascun settore in cui si e'
impegnata e si impegna la medievistica italiana e dimenticherei
con cio' molti nomi importanti. Posso pero' dire che in Italia
un forte rinnovamento e' presente nella medievistica che si
occupa di storia politico-istituzionale, in quella che si occupa
di Storia della Chiesa (piu' attenta alla storia della
religiosita' e delle mentalita' che non agli aspetti
istituzionali tradizionali o alle grandi figure storiche) e in
quella che si occupa di storia del Mezzogiorno d'Italia, meno
attenta alle vicende del regno meridionale e assai piu' attenta,
oggi, agli aspetti economici e sociali; queste novita' della
storiografia meridionale la avvicinano piu' di quanto non
avvenisse prima alla medievistica settentrionale.
Pregunta: Existen algunas renovadoras actualmente
en la historiografía italiana? Vanesa Vázquez (Universidad de
Buenos Aires)
Respuesta: Anche questa domanda, come la
precedente, mi crea un po' di difficolta', per cui rispondo in
parte con quanto ho detto sopra. Aggiungo che le maggiori
novita' (a parte la storia della chiesa e la storia del
Mezzogiorno di cui parlavo prima) si possono ascrivere alla
storia istituzionale (in cui la scuola che discende da Giovanni
Tabacco e' ancora impegnata fortemente)e alla storia politica
del tardo medioevo in cui gli studi di Giorgio Chittolini hanno
aperto strade tuttora fortemente battute. Segnalo anche gli
studi sui rapporti tra pensiero teologico ed economia che
consentono ad alcuni studiosi (in primis a Giacomo Todeschini)
di fondare su nuove basi la storia del pensiero economico
medievale e di indagare sugli eccezionali sviluppi dell'economia
mercantile e bancaria italiana del basso medioevo.
Pregunta: En su experiencia investigadora he
visto que ha trabajado con historiadores de diferentes países,
incluso con españoles. Qué opinión le merece la historiografía
española y cual cree que es la historiografía que está en
condiciones de aportar novedades en estos momentos? Raul
Verganza (Universidad de Cantabria)
Respuesta:Indubbiamente la storiografia che di
recente ha influito maggiormente sulla medievistica italiana e'
stata la "nuova" storiografia francese che ha contribuito in
parte ad orientare gli interessi degli italiani alla storia
sociale. La storiografia spagnola ha avuto meno contatti con
quella italiana. Recentemente, pero', questi rapporti si stanno
intensificando. Io personalmente ho avuto grandi vantaggi dalla
conoscenza degli studi di storia agraria di P. Iradiel (che fra
l'altro ha anche studiato l'Italia e Bologna in particolare) o
degli studi di J. Carrasco Perez con cui ho collaborato per le
ricerche sulle vie di pellegrinaggio europee, o ancora degli
studi di C. Barros sui movimenti sociali del tardo medioevo. Ma
potrei citare anche molti altri studiosi che ho conosciuto in
questi anni. Trovo molto interessante la storiografia spagnola
perche' su certi temi comuni consente di misurare le diversita'
delle situazioni e quindi, su base comparativa, consente di
comprendere meglio i temi portanti della nostra storiografia
nazionale. Inoltre trovo utile un confronto con gli studiosi
spagnoli perche' li vedo molto attenti alle questioni
metodologiche, che solitamente in Italia non risuotono un
grandissimo successo, ma che credo importanti.
Pregunta: La historiografía medieval italiana
está muy influenciada por la historiografía francesa, pero, hay
influencias de la historiografía alemana? Carlos Medina
(Universidad de Cádiz)
Respuesta: Come ho detto la piu' recente
influenza ci viene dalla storiografia francese. Ma non dobbiamo
dimenticare gli influssi che ci pervengono dalla storiografia
tedesca, seppure meno evidenti. Li ravviso in una tradizione
piu' lontana che fa capo alla storia costituzionale tedesca,
guardata con molto interesse dalla nostra scuola
economico-giuridica di circa un secolo fa, ma anche dagli
influssi che su alcuni importanti storici del secondo Novecento
(ad es. G. Tabacco e C. Violante) hanno avuto le ricerche di G.
Tellembach. Collegherei a questo filone alcuni importanti
orientamenti e studi prosopografici che hanno chiarito
importanti questioni sul piano della storia del potere. Poi,
ancora piu' di recente, va ricordato il fitto dialogo della
medievistica italiana con gli studi di H. Keller sul ruolo delle
aristocrazie e, di conseguenza, sui rapporti tra queste ultime e
gli sviluppi politico-istituzionali delle citta' dell'Italia
settentrionale.
Pregunta: Cree Vd. que la historia económica y
económico social que se ha desarrollado entre los diferentes
países mediterraneos (relaciones comerciales entre el
mediterraneo español e Italia) han supuesto alguna aportación
para la historiografía italiana? Andrés Rodríguez. Universidad
de Murcia
Respuesta: CRedo proprio di si'. Vorrei ricordare
gli studi di F. Melis assai orientati alla pensiola iberica.
CRedo si tratti di studi importanti perche' si fondavano su una
documentazione straordinaria, quale quella prodotta dal mercante
pratese Francesco di Marco Datini. Ma anche gli studi di Mario
del Treppo sui mercanti catalani e l'espansione della corona
aragonese nel secolo XV individuano lo spazio ñediterraneo come
uno spazio degno di studi e approfondimenti tanto per la
storiografia iberica quanto per la storiografia italiana. Ma
potrei citare altri nomi di studiosi gia' attivi sul fronte
della storia economico-sociale (M. Tangheroni) o tuttora attivi
nello studio del medioevo insulare italiano quali Casula, Corrao
e altri ancora.
Pregunta:Profesor Greci, Vd habla de la biografía
y de la historia narrativa como nuevas formas de la historia
político-institucional, pero es una biografía realizada para
ensalzar a los personajes?, y por otro lado, es una historia
narrativa sin rigor científico? Rafael Caño. Universidad de
Castilla la Mancha
Respuesta: La biografia e la storia narrativa non
e' solo un fenomeno italiano. In Italia e' comparsa perche',
credo, ci sono influssi del mondo dell'editoria sull'ambiente
scientifico; ma anche perche' si sta affermando una certa
avversione per l'eccesso di erudizione del tradizionale saggio
scientifico. Io credo che se l'autore e' un buono storico,
dotato di capacita' narrative il prodotto puo' essere
attendibile anche scientificamente. Quanto alla biografia non
credo che essa significhi necessariamente culto della
personalita', se e' questo che Lei intende. Si possono studiare
singole personalita' (grandi o piccole) rappresentando nel
contempo la societa' che sta intorno a questi uomini e
discutendo con profitto di metodo storico nell'analisi accurata
delle fonti. Alcune biografie quali quella di A. Frugoni su
Arnaldo da Brescia (peraltro non recente perche' risale al 1954)
restano esempi validissimi e memorabili per questa "nuova
frontiera" (ma neppure tanto) della storiografia.
Pregunta: Cuáles son a su juicio, los "asuntos
pendientes" o temas menos tratados o más necesitados de estudio
de la historia medieval de Italia? Aurelio Pastori, Universidad
de Montevideo, Uruguay.
Respuesta: Credo che la storiografia italiana
abbia trattato, in passato e in tempi recenti, molti temi; e
credo anche che, nel rispetto della propria tradizione, abbia
anche dialogato con profitto con alcune significative tendenze
della storiografia straniera. Meno rapporti, invece, ha avuto in
passato con la storiografia anglosassone. Recentemente, pero',
questi rapporti si sono intensificati (anche per un piu'
consistente interesse degli studiosi anglosassoni verso la
storia italiana dell'eta' medievale e non solo dell'eta'
rinascimentale). Direi che questo rapporto sta producendo frutti
positivi, bisognosi di ulteriori approfondimenti, rivolti a temi
indubbiamente nuovi per la nostra storiografia: alludo alla
storia dei linguaggi che guarda alla scuola di Cambridge e che
in Italia si riflette sulla storia politica (per questo ambito,
a fianco dei Lavori di Todeschini che ho citato sopra dedicati
alla storia del pensiero economico, posso rimandare ad alcuni
studi di E.Artifoni).
Finaliza el Seminario "On Line" con el profesor
Roberto Greci de la Universidad de Parma, Italia.
Al termine del seminario, voglio ringraziare
tutti i partecipanti per le donmande molto interessanti che mi
sono state rivolte. Spero di avere soddisfatto le curiosita' di
tutti, anche se mi rendo conto che il mezzo necessariamente
vuole la brevita' e che avrei potuto dire m olte altre cose
ancora oltre a quello che ho detto. Un cordilissimo saluto e
buon lavoro storico a tutti. Roberto Greci
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