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Seminario on line 25/3/08
Empieza el seminario con la profesora Beatrice Borghi, de la
Universidad de Bolognia, Italia.
Buona sera a tutti. Prima di iniziare questa nostra conversazione,
desidero ringraziare il Prof. Carlos Barros e Israel Sanmartin per
l'invito a partecipare a questo seminario e per la squisita
accoglienza riservatami qui a Santiago.
Cuál es su especialidad dentro de la didáctica de la historia?
Andrés Pascua, Universidad de Barcelona
In particolare mi occupo dell’uso delle fonti nella Didattica della
Storia. Questo e`specificatamente il mio insegnamento presso la
Facoltà di Scienze della Formazione, indirizzo scuola dell’infanzia
e scuola primaria e conduco laboratori di storia su: “Miti, fiabe e
leggende per l’insegnamento della storia”. Inoltre partecipo
attivamente alla manifestazione che già da diversi si svolge nella
mia città denominata “La Festa della Storia”. Si tratta di una serie
di iniziative che coinvolgono il territorio, le scuole, le
istituzioni locali e non, promosse dal Laboratorio Multidisciplinare
di Ricerca Storica e dall’Università di Bologna e che hanno come
denominatore comune la divulgazione della storia. Convegni, tavole
rotonde, concerti, aperture straordinarie di musei, iniziative
specifiche condotte da biblioteche, archivi e scuole e che vedono
come protagonisti gli studenti di ogni ordine e grado. E’ una grande
festa in cui gli allievi delle scuole presentano i progetti di
ricerca che hanno condotto durante tutto l’anno. Questo è uno degli
esempi più concreti di come la storia possa essere studiata e
trasmessa, in primis attraverso la partecipazione attiva degli
studenti. Sono altresì impegnata nella realizzazione di un “Centro
Internazionale sulla Didattica della Storia e del Patrimonio
Culturale” di prossima apertura (ottobre 2008) presso la mia Facoltà,
in concorso con il Dipartimento di Discipline Storiche e della
stessa Alma Mater. Questo per quanto concerne lo studio e
l’insegnamento della storia. Sono poi docente di storia medievale e
il mio campo di ricerca è rivolto ai temi del pellegrinaggio,
reliquie, viaggio e storia del Mediterraneo.
Cuáles son las fuentes con las que trabaja Vd sobre la didáctica de
la historia. Mario González. Murcia
All’interno del mio insegnamento prevedo per quanto possibile
l’utilizzo di tutte le fonti. Credo che sia importante che gli
studenti (futuri docenti) siano in grado di poter “dialogare” con
tutte le fonti. Pertanto non solo quelle scritte, ma anche quelle
orali, iconografiche, materiali, sonore, audiovisi, filmiche...Per
far questo mi avvalgo della realizzazione di laboratori di storia
che inducono lo studente a lavorare concretamente con le fonti. Il
laboratorio è di fatto un luogo nel quale non si apprendono
contenuti ma si costruiscono conoscenze attraverso una condivisa
esperienza. E’ una modalità differente di fare storia, non certo
trasmissiva e unidirezionale, che si basa sulla possibilità di
elaborare “vecchi” documenti in nuove tracce e nuove fonti per il
presente. Essenziale è secondo il mio punto di vista la conoscenza
del proprio territorio. Pertanto propongo sempre ai miei studenti
uscite didattiche per consoscere, osservare e anche per stimolare
l’”educazione al bello”. Apprendere la storia significa apprendere
che prima di tutto noi stessi siamo fonte. La fonte più importante,
perchè la storia siamo noi. Conoscerla significa prima di tutto
conoscere noi stessi. Osservare il nostro territorio nel tempo e
nello spazio significa studiarlo e soprattutto tutelarlo. La
conoscenza in questo caso porta necessariamente alla conservazione
di ciò che mi sta attorno. Perchè il mio presente si nute di quel
passato ed io ogni giorno lo attraverso.
Qué teoría o metodología podría adecuarse al fin de evaluar datos
emanados de trabajos de campo sobre la presencia en Sudamérica de
moriscos españoles( cristianos nuevos de moros) grupo que como tal
no puede estudiarse porque no formó comunidad,pero de cuyos miembros
aislados existen abundantes huellas. Maria E. Sagarzazu,
historiadora/ escritora.Instituto del Profesorado. Monte Caseros-
Argentina
Gentile Maria ma non sono in grado di rispondere alla sua domanda in
quanto non è il mio campo di indagine e mi risulta pertanto
difficile poter contestualizzare ora la situazione sudamericana
relativa alla presenza dei moriscos spagnoli.
Cual es la situación de la historiografía italiana en este momento.
Hay alguna novedad reseñable? Qué se está debatiendo en estos
momentos?. Pablo Rodriguez, U. Cádiz
La domanda che mi pone Pablo meriterebbe un altro approfondimento
seminariale. Quello che mi sento di dirvi in questa sessione e
nell’ambito del tema che stiamo trattando, è che attualmente nel mio
paese si dibatte molto sul futuro dell’insegnamento della storia,
alla luce delle indicazioni ministeriali. L’insegnamento della mia
disciplina (e non solo in quanto il problema si estende anche alla
storia romana e moderna) non è più obbligatorio nei corsi di laurea
universitari (il riferimento è ai corsi di laurea per futuri
insegnati delle scuole primarie). A questo si aggiunge che le
attuali indicazioni ministeriali prevedono che la conoscenza del
Medioevo inizi solo all’età di 10 anni, quando cioè gli studenti
affronto la prima media. Come potete immaginare si tratta di un
grande paradosso perchè il 70% del patrimonio storico artistico
mondiale si trova proprio in Italia. Come voi tutti sapete quel
prezioso patrimonio che possiamo ammirare quotidianamente e che
percorriamo ogni giorno nasce in un lontano passato: romano,
medievale, rinascimentale.. Quali sorti, quale futuro quindi per la
storia? Un futuro grigio, oscuro ma del quale tutta la comunità
scientifica è chiamata a dialogare e a risolvere per non incorrere
in un futuro (non troppo lontano) di “ignoranza” generalizzata della
storia. Per quanto concerne altri campi di indagine storiografica
posso affermare la sensibilità verso aspetti di vita materiale e
storia delle mentalità.
Cuál es tu especialidad en historia medieval y cuál es la situación
de la historia medieval en Italia. Gerardo Bouza, Universidad de
Cantabria
Mi occupo di storia delle vie, dei centri di pellegrinaggio e di
cultura nel medioevo euromediterraneo.
Podría describir las fuentes concretas que usted utiliza en su
laboratorio. Un ejemplo, por favor. Gracias. Sergio
Romero,estudiante de historia. U. de Luján, Argentina
Le fonti che utilizzo nei miei laboratori sono generalmente fonti
iconografiche (talvolta sollecito la vistita in Pinacoteca), fonti
scritte e fonti filmiche. Se affronto un percorso di storia
contemporanea anche le fonti orali. Generalmente studiando aspetti
di storia locale anche le fonti materiali. Come ben sappiamo per
certi momenti storici le fonti in nostro possesso sono piuttosto
scarse. Pertanto diventa fondamentale far parlare quelle fonti
materiali che sono giunte a noi. Quelle “pietre parlanti” che in
assenza di fonti scritte diventano importantissime per una lettura
del territorio.
Antes, quisiera agradecer a los organizadores de este Seminario, en
especial al Profesor Carlos Barros. Pregunta: Sobre la
historiografía que atiende al Proceso de Conquista y
"descubrimiento" del Nuevo Mundo. ¿Qué opinión le merece la
re-lectura de crónicas hispanas (fuentes) para el levantamiento de
tesis revisionistas y críticas a la historiografía tradicional
(eurocéntrica) sobre el encuentro de la cultura europea y americana?
Seguido de eso, si el tiempo lo permite, y pensando en las culturas
originarias de américa, quisiera conocer su opinión sobre la
tradición oral, su rescate y posibilidades para encumbrar el
discurso de los vencidos; además de conocer su opinión sobre el rol
de ésta en una nueva historiografía, una disidente de las tesis más
tradicionalistas. Atento a su respuesta, Carlos F. Carriel,
estudiantede la Academia de Humanismo Cristiano, Santiago de Chile.
Gentile Carlos, purtroppo il tempo a nostra disposizione sta
terminando e la tua domanda merita una risposta adeguata e che
concretamente ora non posso darti. Ti chiedo la cortesia di
scrivermi al mio indirizzo di posta elettronica al fine che possa
risponderti con accortezza. La mia e-mail è: b.borghi@unibo.it Ti
ringrazio.
Ha trabajado o trabajará con las ideas de Historia a Debate en
referencia a educación o didáctica? Conoce el artículo del prof. C.
Barros sobre el nuevo paradigma educativo? I. Sanmartín. Univ.
Santiago de C.
Apprezzo moltissimo il lavoro che il Professor Carlos Barros conduce
così animosamente da tempo sulle idee della Historia a Debate. Ne
sono rimasta positivamente colpita ed è proprio per questo motivo
che mi trovo qui a Santiago. Sono pertanto d’accordo con quanto
propone Carlos sul nuovo paradigma educativo e credo che la Historia
a Debate sia parte attiva di un processo di trasformazione e
combiamento che sta attraversando così vistosamente la nostra
società. Di questo e di altro se ne parlerà il prossimo 14 aprile a
Bologna in occasione dell’apertura del “Centro”.
La crisis que de la historia ¿podría deberse a un exceso de
bibliografía y teorías a veces pseudo históricas, que no tratan
cuestiones básicas, temas concretos, sino que hacen un uso de la
materia histórica más bien literario o psicoanalítico? Sergio
Romero,Univ. de Luján
Può darsi. La crisi della storia è legata, a mio avviso, al fatto
che oggi giorno praticamente non la si insegna più; meglio, non
occupa lo spazio che dovrebbe. Uno spazio necessario se vogliamo
preservare il nostro patrimonio e il nostro passato, le nostre
individualità coniugate con il sentire collettivo. La crisi è
all’interno delle scuole, è nell’università. Per contro la
proliferazione di scritti sulla storia è aumentata vertiginosamente.
Se pensiamo agli esiti di libri come quelli di Dan Brown o di tutti
quei volumi che parlano dei templari!!! Ma occorre fare delle
distinzioni e utilizzare delle accortezze. Sono d’accordo nella
divulgazione storica, ma se questa è effettuata con criteri
scientificamente e medotologicamente corretti.
Vi ringrazio per la vostra attenzione e spero di leggervi presto sul
web di Historia a Debate. Per me è stato un grande piacere essere
qui a Santiago e in vostra compagnia. Un grazie sentito a Carlos e
Israel.
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