Etopella
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QUE ES POSOGRAFIA
COMO INTERPRETAR DOS DESCRIPCIONES DE POSOGRAFIA
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oo
¿que es la posografia?
Finaliza el Seminario "On Line" con el profesor Roberto Greci de la Universidad de Parma, Italia.
Al termine del seminario, voglio ringraziare tutti i partecipanti per le donmande molto interessanti che mi sono state rivolte. Spero di avere soddisfatto le curiosita' di tutti, anche se mi rendo conto che il mezzo necessariamente vuole la brevita' e che avrei potuto dire m olte altre cose ancora oltre a quello che ho detto.
Un cordilissimo saluto e buon lavoro storico a tutti. Roberto Greci
Cuáles son a su juicio, los "asuntos pendientes" o temas menos tratados o más necesitados de estudio de la historia medieval de Italia? Aurelio Pastori, Universidad de Montevideo, Uruguay.
Credo che la storiografia italiana abbia trattato, in passato e in tempi recenti, molti temi; e credo anche che, nel rispetto della propria tradizione, abbia anche dialogato con profitto con alcune significative tendenze della storiografia straniera. Meno rapporti, invece, ha avuto in passato con la storiografia anglosassone. Recentemente, pero', questi rapporti si sono intensificati (anche per un piu' consistente interesse degli studiosi anglosassoni verso la storia italiana dell'eta' medievale e non solo dell'eta' rinascimentale). Direi che questo rapporto sta producendo frutti positivi, bisognosi di ulteriori approfondimenti, rivolti a temi indubbiamente nuovi per la nostra storiografia: alludo alla storia dei linguaggi che guarda alla scuola di Cambridge e che in Italia si riflette sulla storia politica (per questo ambito, a fianco dei Lavori di Todeschini che ho citato sopra dedicati alla storia del pensiero economico, posso rimandare ad alcuni studi di E.Artifoni).
Profesor Greci, Vd habla de la biografía y de la historia narrativa como nuevas formas de la historia político-institucional, pero es una biografía realizada para ensalzar a los personajes?, y por otro lado, es una historia narrativa sin rigor científico? Rafael Caño. Universidad de Castilla la Mancha
La biografia e la storia narrativa non e' solo un fenomeno italiano. In Italia e' comparsa perche', credo, ci sono influssi del mondo dell'editoria sull'ambiente scientifico; ma anche perche' si sta affermando una certa avversione per l'eccesso di erudizione del tradizionale saggio scientifico.
Io credo che se l'autore e' un buono storico, dotato di capacita' narrative il prodotto puo' essere attendibile anche scientificamente. Quanto alla biografia non credo che essa significhi necessariamente culto della personalita', se e' questo che Lei intende. Si possono studiare singole personalita' (grandi o piccole) rappresentando nel contempo la societa' che sta intorno a questi uomini e discutendo con profitto di metodo storico nell'analisi accurata delle fonti. Alcune biografie quali quella di A. Frugoni su Arnaldo da Brescia (peraltro non recente perche' risale al 1954) restano esempi validissimi e memorabili per questa "nuova frontiera" (ma neppure tanto) della storiografia.
Cree Vd. que la historia económica y económico social que se ha desarrollado entre los diferentes países mediterraneos (relaciones comerciales entre el mediterraneo español e Italia) han supuesto alguna aportación para la historiografía italiana? Andrés Rodríguez. Universidad de Murcia
CRedo proprio di si'. Vorrei ricordare gli studi di F. Melis assai orientati alla pensiola iberica. CRedo si tratti di studi importanti perche' si fondavano su una documentazione straordinaria, quale quella prodotta dal mercante pratese Francesco di Marco Datini. Ma anche gli studi di Mario del Treppo sui mercanti catalani e l'espansione della corona aragonese nel secolo XV individuano lo spazio ñediterraneo come uno spazio degno di studi e approfondimenti tanto per la storiografia iberica quanto per la storiografia italiana. Ma potrei citare altri nomi di studiosi gia' attivi sul fronte della storia economico-sociale (M. Tangheroni) o tuttora attivi nello studio del medioevo insulare italiano quali Casula, Corrao e altri ancora.
La historiografía medieval italiana está muy influenciada por la historiografía francesa, pero, hay influencias de la historiografía alemana? Carlos Medina (Universidad de Cádiz)
Come ho detto la piu' recente influenza ci viene dalla storiografia francese. Ma non dobbiamo dimenticare gli influssi che ci pervengono dalla storiografia tedesca, seppure meno evidenti. Li ravviso in una tradizione piu' lontana che fa capo alla storia costituzionale tedesca, guardata con molto interesse dalla nostra scuola economico-giuridica di circa un secolo fa, ma anche dagli influssi che su alcuni importanti storici del secondo Novecento (ad es. G. Tabacco e C. Violante) hanno avuto le ricerche di G. Tellembach. Collegherei a questo filone alcuni importanti orientamenti e studi prosopografici che hanno chiarito importanti questioni sul piano della storia del potere. Poi, ancora piu' di recente, va ricordato il fitto dialogo della medievistica italiana con gli studi di H. Keller sul ruolo delle aristocrazie e, di conseguenza, sui rapporti tra queste ultime e gli sviluppi politico-istituzionali delle citta' dell'Italia settentrionale.
En su experiencia investigadora he visto que ha trabajado con historiadores de diferentes países, incluso con españoles. Qué opinión le merece la historiografía española y cual cree que es la historiografía que está en condiciones de aportar novedades en estos momentos? Raul Verganza (Universidad de Cantabria)
Indubbiamente la storiografia che di recente ha influito maggiormente sulla medievistica italiana e' stata la "nuova" storiografia francese che ha contribuito in parte ad orientare gli interessi degli italiani alla storia sociale. La storiografia spagnola ha avuto meno contatti con quella italiana. Recentemente, pero', questi rapporti si stanno intensificando. Io personalmente ho avuto grandi vantaggi dalla conoscenza degli studi di storia agraria di P. Iradiel (che fra l'altro ha anche studiato l'Italia e Bologna in particolare) o degli studi di J. Carrasco Perez con cui ho collaborato per le ricerche sulle vie di pellegrinaggio europee, o ancora degli studi di C. Barros sui movimenti sociali del tardo medioevo. Ma potrei citare anche molti altri studiosi che ho conosciuto in questi anni. Trovo molto interessante la storiografia spagnola perche' su certi temi comuni consente di misurare le diversita' delle situazioni e quindi, su base comparativa, consente di comprendere meglio i temi portanti della nostra storiografia nazionale.
Inoltre trovo utile un confronto con gli studiosi spagnoli perche' li vedo molto attenti alle questioni metodologiche, che solitamente in Italia non risuotono un grandissimo successo, ma che credo importanti.
Existen algunas renovadoras actualmente en la historiografía italiana? Vanesa Vázquez (Universidad de Buenos Aires)
Anche questa domanda, come la precedente, mi crea un po' di difficolta', per cui rispondo in parte con quanto ho detto sopra. Aggiungo che le maggiori novita' (a parte la storia della chiesa e la storia del Mezzogiorno di cui parlavo prima) si possono ascrivere alla storia istituzionale (in cui la scuola che discende da Giovanni Tabacco e' ancora impegnata fortemente)e alla storia politica del tardo medioevo in cui gli studi di Giorgio Chittolini hanno aperto strade tuttora fortemente battute. Segnalo anche gli studi sui rapporti tra pensiero teologico ed economia che consentono ad alcuni studiosi (in primis a Giacomo Todeschini) di fondare su nuove basi la storia del pensiero economico medievale e di indagare sugli eccezionali sviluppi dell'economia mercantile e bancaria italiana del basso medioevo.
Cuales son los historadores italianos más importantes para Vd.? María López (Universidad de Valencia)
La domanda e' imbarazzante. Dovrei fare una lunga lista di nomi per ciascun settore in cui si e' impegnata e si impegna la medievistica italiana e dimenticherei con cio' molti nomi importanti. Posso pero' dire che in Italia un forte rinnovamento e' presente nella medievistica che si occupa di storia politico-istituzionale, in quella che si occupa di Storia della Chiesa (piu' attenta alla storia della religiosita' e delle mentalita' che non agli aspetti istituzionali tradizionali o alle grandi figure storiche) e in quella che si occupa di storia del Mezzogiorno d'Italia, meno attenta alle vicende del regno meridionale e assai piu' attenta, oggi, agli aspetti economici e sociali; queste novita' della storiografia meridionale la avvicinano piu' di quanto non avvenisse prima alla medievistica settentrionale.
Quisiera plantearle 3 cuestiones. 1) En qué situación se encuentra la llamada historia de las mentalidades (también llamada historia de las representaciones) en Italia; 2) qué ha pasado con la microhistoria italiana? Por qué se ha diluido?; 3) Cree vd. que los planteamientos de Historia a Debate (historia mixta, nuevas fuentes, etc.) pueden ser útiles a la historiografía medieval italiana? Israel Sanmartín (Secretario Historia a Debate)
1. Si e' sviluppata anche in Italia, anche se resta presso di noi assai forte la tradizione storiografica nata sulle radici della storiografia giuridica e istituzionale.
2. Credo che il calo di interesse per la storia del territorio (esplosa negli anni Settanta del XX secolo) abbia indebolito questa nuova tendenza, che pure ha avuto in Italia alcuni suoi fondatori.
3.Credo di si' perche' consente alla nostra storiografia nazionale di dialogare (con indubbi vantaggi) con le tendenze presenti nella storiografia europea e (nel caso di HaD) non solo europea.
Qué aporta Internet y las nuevas tecnologías a la historia medieval? Catalina Romeu (Licenciada en Informática. Palma de Mallorca, España)
Rispondo, prima di tutto, alla domanda precedente relativa alla importanza di Gramsci sulla storiografia italiana. Dunque la medievistica italiana e' sempre stata assai poco ideologica e non possiamo parlare di una storiografia "comunista". Quindi Gramsci e' conosciuto dagli storici, ma direi che nei suoi aspetti piu' teorizzanti non incide tanto sugli sviluppi della ricerca medievistica.
Vengo alla nuova domanda:
Indubbiamente internet e' uno strumento che si rivela sempre piu' utile. Per ora e' usato soprattutto come strumento che facilita la ricerca medievistica per la raccolta di bibliografie e per il reperimento delle fonti; ma aumentano anche i contributi scientifici pubblicati direttamente in rete e questo significa una maggiore velocita' nella comunicazione scientifica. Un buon peso, inoltre, sta avendo internet nella divulgazione scientifica e nella didattica della storia medievale, grazie alla nascita di siti scientificamente corretti e pensati appositamente per questi scopi. Dunque io vedo con favore questa tendenza, anche se mi rendo conto che l'ambiente degli umanisti e' un po' lento nel cogliere tutti i vantaggi insiti in questo mezzo.
Pienso que hoy ha una grande pregunta por la historia y, principalmente, la historia hecha por bajo que es la seguinte: pode se hablar de movimientos sociales cambiantes en el medievo italiano? Y la postura de Antonio Gramsci para la historiografia italiana hoy?
Wellington de Oliveira
Profesor de Historia
Centro Universitario de Belo Horizonte/Brasil.
S¡. La crescita demografica ed economica dei gruppi artigianali e mercantili tra XII e XIII secolo nelle citta' dell'Italia centro-settentrionale ha contribuito non solo agli sviluppi generali del fenomeno urbano, ma abbia anche determinato sperimentazioni importanti sul piano dei cambiamenti politici e istituzionali, perche' da quel momento si sono realizzate forme nuove e allargate di partecipazione alla vita pubblica e si sono avviati rapporti ravvicinati (seppure difficili) tra questi ceti sociali nuovi e i vecchi ceti aristocratici che avevano monopolizzato il potere fino a quel momento. Tutto questo lo si puo' osservare analizzando l'eta' podestarile e l'eta' popolare del comune italiano. Pero' bisogna sempre ricordare che ogni citta', in Italia, presenta cartteristiche particolari e tempi di sviluppo diversi. Per questo, in Italia, ha ancora grande successo quella che definiamo "storia delle citta'".
Comienza el seminario con el profesor Roberto Greci de la Universidad de Parma.
Buenas tardes a todos